In un Paese come l’Italia, che da oltre 30 anni è costretto a surfare l’onda alta del deficit e del debito pubblico, le notizie salienti si nascondono spesso tra le pieghe dei documenti di bilancio. Per rendersene conto basta prendere la relazione tecnica a un emendamento del governo al decreto 90/2025 convertito in legge a fine luglio, che è stata elaborata sulla base delle stime del Servizio statistico attuariale dell’Inail e validate dal Mef. Nel quantificare gli effetti finanziari della scelta di rendere strutturale la copertura assicurativa per circa 10 milioni di studenti e insegnanti il documento disegna la traiettoria di quella che sarà la scuola italiana da qui a dieci anni. A cominciare dal milione di alunni in meno che da qui al 2034 frequenteranno le nostre aule.

La perdita di studenti

Il calo sarà lento, ma inesorabile. Dagli 8,84 milioni di studenti del 2024 già nel 2025 scenderemo a 8,67. Fatta la premessa che il conto include sia le scuole di ogni ordine e grado, vale a dire dall’infanzia alle superiori, sia gli iscritti alle università e alle istituzioni Afam conviene forse escludere dal computo questi ultimi. Le previsioni dei tecnici di Inail e Ragioneria generale dello Stato li considerano costanti per convenzione a 1,76 milioni quando diverse stime interne al mondo accademico preannunciano il progressivo svuotamento delle aule universitarie a partire dal 2029/30 (si parla del 38% di matricole in meno in 15 anni, ndr).