VENEZIA – Hanno 82 e 86 anni, sono due monumenti del cinema mondiale e del cinema hanno fatto la storia così come la loro presenza segnerà questa 82esima edizione della Mostra di Venezia. Werner Herzog e Francis Ford Coppola insieme, alla cerimonia d’apertura, sul palco, il primo a raccogliere il Leone d’oro alla carriera, il secondo chiamato a celebrarlo con la laudatio ufficiale. Altro che rinunciare alle scene, altro che farsi da parte, anzi, ciascuno a tener viva quell’idea radicale e intransigente del cinema che ha caratterizzato le loro opere perché, come afferma l’autore tedesco, «non sono ancora finito».
Werner Herzog
Uno ha esplorato la natura selvaggia, l’animo umano e le sue follie, da Fitzcarraldo a L’enigma di Kaspar Hauser passando per Aguirre, furore di Dio, o i più recenti Into the inferno e The fire within: a requiem for Katia and Maurice Krafft, storie di vulcani e di ricercatori coraggiosi. Coppola, grande architetto di saghe familiari e indagatore di utopie civili, è di ritorno da un recente intervento al cuore e insieme al collega è pronto a formare un'immagine potente di resistenza artistica: due autori che non hanno mai smesso di interrogarsi, di mettersi in gioco, di cercare nuove strade.










