Il corpo di Luca Sinigaglia, lo sfortunato alpinista che il 20 agosto ha perso la vita in Kirghizistan nel tentativo di salvare la collega russa Natalia Nagovitsina, non verrà recuperato e rimarrà sul Pobeda Peak (7.439 m). I soccorritori si sono dovuti arrendere alle condizioni climatiche proibitive che da giorni imperversano sulla catena montuosa al confine con la Cina.
Luca Sinigaglia morto sul Podeba Peak, interrotte le operazioni di recupero
La squadra di soccorso si è fermata a quota 6.100 metri. Nagovitsina è impossibilitata a muoversi a causa di una gamba rotta, si trova su una piattaforma a circa 7.200 metri di quota dallo scorso 12 agosto. Il corpo di Sinigaglia, travolto da una bufera di neve, è a circa 6.900 metri. Il 49enne, originario di Milano, ha tentato di soccorrere la donna dopo l'infortunio che aveva subito, portandole beni di prima necessità.
Luca Sinigaglia, l’alpinista eroe morto per salvare la collega bloccata a 7 mila metri in Kirghizistan
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