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Ultimo aggiornamento: 7:58

Detassazione del 50%, che sale al 60% quando sono presenti dei figli minori, sul reddito imponibile per cinque anni. È l’agevolazione prevista per il “rientro dei cervelli“. I lavoratori impatriati, dopo essere stati residenti fiscalmente all’estero per almeno 3 anni, possono accedere ad un regime fiscale di favore nel caso in cui siano in possesso di una serie di requisiti di qualificazione. A prevederlo è l’articolo 5 del D.Lgs. n. 209/2023, che ha modificato i precedenti incentivi.

Le agevolazioni previste per i lavoratori impatriati si applicano ai soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia dopo essere stati residenti all’estero per almeno tre anni. Il periodo cresce a sei anni nel caso in cui il lavoratore, in precedenza, abbia svolto l’attività all’estero per la stessa azienda o per un’altra che appartiene allo stesso gruppo. Gli anni diventano sette nel caso in cui il lavoratore – prima di trasferirsi all’estero – abbia lavorato in Italia per la stessa azienda o per un’altra del gruppo.

Le agevolazioni per i lavoratori impatriati si applicano solo quando il destinatario si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno quattro anni. Il regime fiscale di maggior vantaggio si applica esclusivamente al rientro dei cervelli: quindi l’attività lavorativa deve essere svolta prevalentemente nel nostro Paese e i richiedenti devono essere in possesso dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.