La stessa divisa, lo stesso passo d’acciaio. Nel 1957, a Little Rock, Arkansas, i paracadutisti della 101ª divisione scortavano nove studenti afroamericani dentro una scuola segregata, in un’America che ancora faticava a far rispettare i diritti civili. Sessantotto anni dopo, quell’uniforme non è più promessa di libertà. E oggi non è più il repubblicano Dwight D. Eisenhower a evocarla, ma il “MAGA” Donald Trump, annunciando che dopo Los Angeles e Washington le prossime città a vedere la Guardia nazionale nelle strade potrebbero essere Baltimora e Chicago.
Baltimora, tra ieri e oggi
«Se Moore non è capace, penserò io a mandare i soldati», ha detto il presidente Usa attaccando il governatore del Maryland. Per il tycoon Baltimora è “fuori controllo”, nonostante i dati raccontino altro. Per esempio, che nel 2024 gli omicidi sono scesi del 24% rispetto all’anno precedente e del 42% rispetto al 2021. E i reati violenti sono calati dell’8% mentre i crimini contro la proprietà del 20. Moore lo ha ricordato pubblicamente, invitando Trump a camminare con lui per le strade. Ma il Potus ha preferito rispondergli dallo Studio Ovale su Truth: «Proprio come quando Newscum non sapeva gestire Los Angeles, penserò io a ripulire la città». “Newscum”, cioè Gavin “Newsom”, il governatore della California che per Trump è “feccia” (scum) da quando a giugno impose la Guardia nazionale a Los Angeles.














