E se anche i pulcini vedessero le facce nelle nuvole? Grandi facce coscienza? Se lo chiede Giorgio Vallortigara, professore di Neuroscienze e cognizione animale all’Università di Trento in A spasso con il cane Luna (Adelphi, pagg. 222, € 14), un libriccino pieno di sorprese. Vallortigara è una vecchia conoscenza di questo giornale: la prima volta che il suo nome vi è comparso, nel 2005, s’era fatto notare per aver scritto un saggio sul cervello di gallina, sostenendo che era assai utile per capire quello umano. Già. E ne mostrava molte prodezze, come la capacità di fare una stima della numerosità dei chicchi.
La seconda volta invece, nel 2007, ne scrivemmo perché aveva pubblicato uno studio su un pesce filosofo. Un piccolo variopinto pinnipede del lago Tanganica, l’Astatotilapia burtoni che - alla stregua di Aristotele (ricordate il classico sillogismo: «Tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un uomo, dunque Socrate è mortale»?) - sa fare l’inferenza transitiva: dedurre cioè una relazione sconosciuta sulla base della conoscenza di un’altra relazione. In pratica riesce a fare questo tipo di riflessione: se Marcello è più alto di Claudio, e Claudio è più alto di Luca, allora Marcello è più alto di Luca. Non che al pesciolino importi molto chi sia lo spilungone del gruppo: gli interessa piuttosto capire chi - tra i suoi simili - picchia più forte, così da risparmiarsi qualche inutile zuffa.








