Lassù, sui monti del Trentino, Matteo Salvini pare essere già passato oltre. Tenendo il punto, beninteso. I suoi attacchi a Macron e la conseguente convocazione dell’ambasciatrice italiana a Parigi da parte del Quai d’Orsay, secondo chi ha parlato con lui a Pinzolo, non lo hanno trovato per nulla pentito. Anzi: secondo una persona a lui vicina, Salvini «ritiene che sia singolare tremare così di fronte a una reazione scomposta dei francesi». Del resto, lo dice anche il presidente dei senatori leghisti, Massimiliano Romeo: «La schiettezza che contraddistingue noi della Lega può sembrare a volte ruvida, ma spesso si è rivelata proprio la voce della ragione». Perché è «meglio essere chiari oggi che avere pantani militari domani. E Salvini lo ha ribadito in modo nettissimo: l’Italia non deve farsi trascinare in ipotesi di invio di soldati in Ucraina».