"Ha capacità genitoriali insufficienti, e quindi non può tenere sua figlia”. In Danimarca è polemica sul caso di una madre di origine Inuit allontanata dalla sua bambina appena nata in seguito a un test di "competenza genitoriale", nonostante la legge vieti questa procedura per le persone di origine groenlandese.

La neonata, Aviaja-Luuna, per ordine del Comune è stata sottratta appena un'ora dopo il parto alla madre, la 18enne Ivana Nikoline Brønlund, nata a Nuuk da genitori groenlandesi, per essere consegnata ai genitori adottivi.

Un dolore immenso per Brønlund che su Facebook ha raccontato la sua storia e promosso manifestazioni di protesta. "È così straziante... Mamma sente la tua mancanza, mia cara figlia.... Mamma combatterà ogni giorno per sempre perché tu torni a casa, te lo prometto piccolina, non mi arrenderò MAI!", scrive la donna, supportata da diverse associazioni che si sono mobilitate scendendo in piazza a suo sostegno, annunciando anche nuove manifestazioni per settembre, con ulteriori proteste previste a Nuuk, Copenaghen, Reykjavík e Belfast.

Perché l’Occidente affronta il test decisivo

Il Comune di Høje-Taastrup, che l'ha sottoposta al test di "competenza genitoriale", ha valutato le sue capacità genitoriali insufficienti, ritenendo che, per precedenti traumi dovuti agli abusi infantili subiti, Ivana avrebbe potuto inavvertitamente trascurare sua figlia.