ROMA – Ho già parlato con il ministro Giancarlo Giorgetti, incontrando la sua disponibilità a inserire il provvedimento all’interno della legge di Bilancio». Il provvedimento a cui si riferisce il sottosegretario Claudio Durigon, dal Meeting di Rimini, è quello del congelamento dei requisiti per l’età pensionabile. Senza un intervento del governo che sterilizzi l’adeguamento automatico per l’uscita dal mercato del lavoro alla speranza di vita, dal 2027 serviranno 67 anni e tre mesi per la pensione di vecchiaia e 43 anni e un mese di contributi per l’anticipata (uno in meno per le donne).

Pensioni, le misure allo studio per la legge di bilancio

Per bloccare il meccanismo, e lo slittamento di 3 mesi in avanti per andare in pensione, il sottosegretario al Lavoro aveva chiarito a Repubblica che era stata stimata in via preliminare una spesa di 200 milioni di euro. Assai meno dei circa 3 miliardi conteggiati dall’Inps. Ora Durigon registra la disponibilità del Mef e ogni valutazione definitiva dovrà esser fatta nella stesura della legge di Bilancio. Lato previdenza, Durigon ha poi ammesso l’insuccesso di due strumenti di pensione anticipata cari alla Lega. Opzione donna, che «andrebbe rafforzata perché oggi risulta una misura poco efficiente e ha avuto scarso appeal», e quota 103, che «visto anche lo scarso utilizzo, non penso possa rappresentare una forma ottimale di flessibilità in uscita».