Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 7:45

Il costo di un figlio oggi sta raggiungendo livelli mai visti prima. Il motivo è duplice: da un lato l’inflazione, i prezzi di tutti i beni in crescita costante. Dall’altro, il fatto che sempre più beni ed esperienze diventano qualcosa di cui nessun genitore vuole privare i propri figli. Imparare a nuotare, fare sport durante l’anno, andare fuori ogni tanto a mangiare una cosa con gli amici e, appunto, fare un po’ di vacanze.

Ma se già una famiglia “normale”, quelle che l’Istat non classifica come povere, quelle che il governo neanche vede e a cui non arriva nessun welfare, nessun bonus, se una famiglia come queste fatica ad arrivare a fine mese durante l’anno (quando la spesa principale sono i generi alimentari: se si hanno due o più figli adolescenti non basteranno mille euro), con le vacanze il problema si complica enormemente. Perché ogni spostamento costa tantissimo. Perché sconti per le famiglie ce ne sono pochissimi, perché i prezzi dei beni e servizi legati al turismo sono, anche a causa dei turisti stranieri, lievitati in modo esponenziale.

Prendiamo una famiglia che voglia fare una vacanza spostandosi dal centro Italia in Trentino: se lo farà con il treno, e avrà figli già grandicelli ma che certo non portano a casa uno stipendio, pagherà praticamente 4 biglietti interi, l’equivalente di centinaia di euro. Se ci va in macchina, tra benzina e autostrada, spenderà un po’ meno, mettendo a rischio però maggiormente la propria incolumità.