Milano, 23 ago. (askanews) – La reazione dell’Eliseo “mi ha sorpreso, è spropositata. Non mi sembra che ci sia stato nessun insulto. Semplicemente a una domanda, peraltro di un vostro giornalista, che mi chiedeva un commento alla richiesta di Macron di inviare soldati europei, quindi i nostri figli a combattere e a morire in Ucraina, io ho detto semplicemente: No! Mai! Che è da sempre la posizione del governo italiano”. Lo ha detto a “4 di sera weekend” il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini in merito alla presa di posizione dell’Eliseo che aveva definito inaccettabile la risposta di Salvini sull’ipotesi del presidente francese Manuel Macron di inviare truppe in Ucraina. “A Milano si direbbe ‘taches al tram’ – aveva detto Salvini – vacci tu sei vuoi, mettiti il caschetto, il giubbetto e vai in Ucraina. I guerrafondai e i bombaroli tacciano”.

“Non capisco perché da mesi Macron continua a parlare di esercito europeo, il mese scorso ha detto: ‘Siamo pronti a combattere’. No, parla a nome tuo! E poi ‘taches al tram è un detto simpatico milanese per dire: ‘Ma non pensarci neanche’, non è un insulto. C’è semplicemente un no fermo, sobrio, a nome della stragrande maggioranza del popolo italiano, ma dello stesso popolo francese, a entrare in una guerra che stiamo lavorando come governo perché finisca” ha proseguito Salvini, aggiungendo che “dopo 3 anni di morti, di massacri, di vittime innocenti, Trump, che magari non starà simpatico a qualcuno, magari non starà simpatico a Macron, però sta riuscendo a mettere intorno a un tavolo Putin e Zelensky, che è già qualcosa di importante. Il Santo Padre ogni domenica invita i leader mondiali a costruire la pace. Ecco, che qualcuno continui a dire: ‘mandiamo i nostri figli a combattere, ci vuole l’esercito europeo, metto a disposizione le mie armi nucleari per difendere l’Europa e andiamo in guerra’? No, semplicemente no”.