Un silenzio assordante.

Mentre Matteo Salvini insiste col suo attacco quotidiano ad Emmanuel Macron (è troppo "permaloso, ci vada lui in Ucraina" una delle ultime uscite), dal partito di Giorgia Meloni non arriva nemmeno un fiato.

I telefoni squillano a vuoto, l'ordine di scuderia è di lasciare correre, anche se c'è chi è pronto a scommettere che la presidente del Consiglio, protetta da vacanze top secret in valle d'Itria, sia "nera" per le incursioni dell'alleato. E non solo perché la politica estera è competenza di Palazzo Chigi e della Farnesina, come non smette di ricordare Forza Italia, ma anche perché il momento è assai delicato sul fronte internazionale, e i rapporti tra Italia e Francia - più volte è servito l'intervento del Colle - sono stati da poco ricuciti, con un equilibrio sempre sul filo.

Certo, a fare salire i toni dello scontro ci hanno pensato anche i francesi, osservano nella maggioranza. C'è chi ricorda attacchi al governo italiano da parte di ministri francesi in passato che non hanno sortito lo stesso effetto.

Nel corso del confronto tra il governo di Parigi ed Emanuela D'Alessandro (ex consigliera diplomatica di Mattarella), dal poco che filtra, sarebbero stati ribaditi, con toni tesi a rasserenare, i rapporti "costanti e cordiali" non solo tra la presidente del Consiglio e il presidente francese, ma anche tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il suo omologo d'Oltralpe Jean-Noël Barrot.