Un attacco con droni kamikaze delle forze armate ucraine ha colpito nella notte del 22 agosto la stazione di pompaggio dell'oleodotto Druzhba nella città russa di Unecha, nella regione di Bryansk. A farne le spese, indirettamente, sono state Ungheria e Slovacchia, gli unici stati membri dell'Ue che ancora ricevono petrolio russo.

L'attacco è stato rivendicato su Telegram dal comandante delle Forze dei sistemi senza pilota Robert Brovdi, noto col nome di battaglia «Magyar». Secondo gli ucraini, la stazione di Unecha è un nodo strategico della rete dell'oleodotto dell'Amicizia (Druzhba), di proprietà della compagnia Transnefteproduct, e svolge un ruolo chiave nel rifornimento del complesso militare-industriale russo. Il messaggio si conclude con lo slogan ungherese «Ruszkik haza!» («Russi, tornate a casa!»)