Nuovo attacco la scorsa notte contro l'oleodotto Druzhba che porta in Ungheria il petrolio dalla Russia. I rifornimenti all'Ungheria sono stati interrotti, denuncia il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, in un tweet.
Si tratta del terzo attacco contro il cosiddetto "oleodotto dell'Amicizia" in un breve arco di tempo. "E' un chiaro attacco alla nostra sicurezza energetica e un altro tentativo di trascinarci in guerra. Non riuscirà! Siamo per la pace e per i nostri interessi nazionali", ha concluso il ministro. Il riferimento è all'Ucraina, che ha rivendicato l'attentato all'oleodotto.
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L'attacco è stato condotto con droni kamikaze delle Forze armate ucraine nella notte del 22 agosto contro la stazione di pompaggio dell'oleodotto nella città russa di Unecha, nella regione di Bryansk, come ha riferito su Telegram il comandante delle Forze dei sistemi senza pilota Robert Brovdi, noto col nome di battaglia Magyar. Il comandante ha rivendicato l'azione come opera del 14mo reggimento Sbs, responsabile di vari attacchi mirati a strutture logistiche russe. Secondo Brovdi, la stazione di Unecha è un nodo strategico della rete dell'oleodotto dell'Amicizia, di proprietà della compagnia Transnefteproduct, e svolge un ruolo chiave nel rifornimento del complesso militare-industriale russo. Il messaggio si conclude con lo slogan ungherese Ruszkik haza! ("Russi, tornate a casa!").








