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Ultimo aggiornamento: 11:15

“Le liste di Avs le decide Avs. Non Antonio Decaro”. Puglia, regione del Vietnam. Inutile girarci attorno: a meno di un colpo di teatro da parte della segreteria Dem – che, pure, a parere di chi scrive apparirebbe alquanto tardiva –, una campagna elettorale che sembrava vinta ancora prima di scendere in campo si è trasformata in una guerra senza quartiere. Anzi, in realtà tutto si svolge in una sola città, Bari, che negli ultimi vent’anni ha monopolizzato la politica pugliese.

Vendola prima, Emiliano poi, Decaro alla fine. E non è un caso se è proprio tra questi tre protagonisti che si sta consumando la battaglia finale. Obiettivo comune: continuare a tenere il controllo politico della Regione alle prossime elezioni. Che non saranno tra chissà quanto: si dovrebbe votare entro il 23 novembre prossimo, alla scadenza legale dell’attuale amministrazione. Candidato naturale alla Presidenza: Antonio Decaro che, una volta scaduto il mandato da sindaco, si era fatto eleggere a Bruxelles per il Pd portando in dota oltre 500mila voti. Peccato che, a rovinargli la festa anticipata, siano stati, e continuino a essere, i suoi fratelli coltelli, o meglio quel padre putativo che l’ha cresciuto politicamente e colui da cui la “rivoluzione” pugliese è partita.