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Ultimo aggiornamento: 7:50

Nel Regno Unito, da qualche anno, maggio porta con sé una giornata speciale: il Celebration Day, ispirato al Día de los Muertos messicano. L’idea è semplice ma potente: creare uno spazio, collettivo e riconosciuto, in cui ricordare i propri cari, parlare di lutto e condivisione, e celebrare la vita di chi non è più con noi.

L’ultima edizione ha coinvolto attori come Stephen Mangan e Asa Butterfield, l’attrice Helena Bonham Carter e altre figure pubbliche, pronte a prestare la propria voce per poesie registrate agli Abbey Road Studios in memoria dei loro affetti perduti.

Un sondaggio, condotto proprio in occasione di questa giornata, ha rivelato che oltre un quarto dei britannici si sente a disagio nel parlare di morte, e quasi un terzo prova un senso di colpa nell’esprimere il proprio dolore, temendo di pesare sugli altri. Non vi sembra una fotografia che potrebbe descrivere bene anche l’Italia? Quante volte, di fronte a un lutto, ci siamo sentiti inadeguati, o ci siamo nascosti dietro frasi di circostanza, per paura di turbare o di “dire la cosa sbagliata”?