Ci vuole un’abilità particolare per trasformare gli spigoli in punti di forza. Lina Sastri ci è riuscita, continuando per tutta la vita a evitare formule compiacenti, a mostrare un’autonomia indomita, a mettere i puntini sulle i, ogni volta che lo reputa necessario: «Ho detto troppi no – riflette parlando della carriera cinematografica – così sono stata espulsa. Li ho detti per via di mie vicende amorose strampalate, ho seguito quelle, e non sono stata felice perché quando dai troppo, non ricevi mai abbastanza». La musica, invece, come il teatro, non si è mai fermata (stasera è ospite del 27° Kaulonia Tarantella Festival, diretto da Morgan e da Mimmo Cavallaro), e il cinema, alla fine, è sempre tornato, offrendole anche la prima regia con il film dedicato alla madre, La casa di Ninetta, tratto dal libro omonimo: «Nell’arte la verità è importante, quando la dici, vedi subito che arriva diretta ai cuori delle persone. E poi il cinema è visione e io ho scoperto di avere un’attitudine visiva. Mi piacerebbe molto tornare dietro la macchina da presa, ho già due progetti, nel frattempo ho fatto un corto La mancanza, che sarà a dicembre al Festival del cinema di Madrid, e, a novembre, sarò al Torino Film Festival, il direttore Giulio Base mi ha chiesto di presiedere la giuria dei corti». Di cosa parla La mancanza? «Di quello che succede quando si perde una persona, mi riferisco al periodo del Covid che forse tutti vogliamo dimenticare. Io ho perso mio fratello, si è ammalato e non ho potuto più rivederlo, è stato terribilmente doloroso». Ha detto “mi manca tutto, mi sembra di non aver fatto ancora niente”. È ancora così? «Non mi piace parlare di quello che mi manca, preferisco parlare di quello che ho e con fatica, riesco a vivere. Siamo in un mondo difficile, che non ti restituisce niente, dove tutto, dal punto di vista intellettuale, è livellato, povero, affollato, copiato. Viviamo sui social, che sedimentano e diffondono, mettendo le cose sullo stesso livello, come se fossero uguali. Così il lavoro dell’artista diventa complicato».