Roma, 22 ago. (askanews) – Mentre l’entusiasmo seguito al vertice in Alaska e al successivo summit alla Casa Bianca comincia a dissolversi, e le trattative diplomatiche per organizzare un incontro bilaterale tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello russo Vladimir Putin si scontrano con la rigidità massimalista di Mosca, iniziano a emergere con maggiore chiarezza le condizioni poste dal Cremlino per arrivare in teoria alla fine della guerra.
LE RICHIESTE RUSSE Secondo fonti del Cremlino citate da Reuters, la Russia rivendica l’intera regione del Donbass, oltre a pretendere la neutralità dell’Ucraina, l’abbandono dell’ambizione di Kiev di entrare nella Nato e la rinuncia al progetto che truppe europee a presidiare il territorio ucraino. In cambio, Mosca sarebbe disposta a restituire le piccole porzioni delle regioni ucraine di Kharkiv, Sumy e Dnipropetrovsk attualmente sotto controllo russo.
Rispetto alle iniziali richieste formulate dalla presidenza Putin, il Cremlino sembra attenuare le richieste territoriali espresse nel giugno 2024, in cui chiedeva che Kiev cedesse l’interezza delle quattro regioni che Mosca rivendica come parte della Russia: Donetsk e Luhansk nell’est dell’Ucraina, oltre a Kherson e Zaporizhzhia nel sud. Sulle ultiume due oblast’ le posizioni russe sono vaghe, lasciando intendere un margine negoziale.








