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Ultimo aggiornamento: 8:03
La paura è che diventi l’ennesimo albergo di lusso a Sorrento. La speranza è che sia destinato a usi sociali e di sostegno agli indigenti. La certezza è che da fine luglio, andata via l’ultima monaca di clausura, per il Monastero di Santa Maria delle Grazie si è chiusa definitivamente un’epoca. Quella iniziata alla fine del ‘500, quando donna Bernardina Donnorso fondò il complesso religioso affinché diventasse un punto di riferimento per la comunità religiosa e per le persone di buona volontà.
Ora una scritta in quattro lingue affissa sul portone spiega che il convento non apre più al pubblico, le funzioni religiose sono finite. E il futuro del monastero, gestito dall’Ente Conservatorio di Santa Maria delle Grazie, cda nominato dal Comune di Sorrento, si ammanta di preoccupazioni.
Sono quelle di un gruppo di una cinquantina di sorrentini, radunati nella chat ‘Il Giardino di Armida’, che hanno fatto partire una petizione on line per chiedere al commissario prefettizio Rosalba Scialla “che la chiesa resti aperta al culto, come luogo di preghiera e raccoglimento – come si legge nella lettera annessa – ma anche che l’intero complesso ritorni ad essere utilizzato per gli scopi sociali e che alcuni locali siano destinati a sede di associazioni sorrentine“. Lo statuto prevedeva l’uso gratuito della chiesa e di una parte del convento da parte delle domenicane. Adesso che Suor Annunziata, l’ultima di loro, è andata via, l’intero complesso torna nella piena disponibilità dell’Ente.






