Poco più di 12 miliardi di euro di investimenti mobilitati per le villette, che corrispondono a circa 13 miliardi di detrazioni a carico delle casse dello Stato. Un conto salato, ma comunque relativamente limitato per un’agevolazione che, stando agli ultimi dati (aggiornati a giugno di quest’anno), ha totalizzato, solo per la quota di efficientamento energetico (senza considerare la messa in sicurezza antisismica, che pesa circa 40 miliardi di euro), oltre 126 miliardi di detrazioni. Solo un decimo di quanto speso per il 110%, in sintesi, è andato alle famigerate villette.
Il rapporto Enea
Il dato, che riscrive la storia della contestatissima maxi agevolazione, è contenuto nell’ultimo rapporto sulle detrazioni fiscali per l’efficientamento energetico di Enea, l’agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile che ha monitorato tutta la vita dello sconto fiscale. Un rapporto che, nella sezione dedicata al superbonus, contiene, in maniera molto significativa, un capitolo dedicato proprio agli interventi da super ecobonus che hanno riguardato edifici in categoria catastaleA/7, cioè i villini. Si tratta di un modo per fare luce, in maniera approfondita, su uno degli elementi più problematici dell’ex 110%, dal momento che per molti mesi, proprio le villette sono state al centro delle polemiche politiche e, secondo alcuni, avrebbero assorbito la quota preponderante di quanto speso per il superbonus.






