TREVISO - È un record di cui tutti avrebbero fatto volentieri a meno. Quella di Treviso è la provincia che conta il maggior numero di posti vacanti tra i medici di famiglia: servirebbero 363 dottori titolari in più rispetto a quelli che sono in servizio negli ambulatori del territorio, tenendo conto anche della prossima apertura delle Case della comunità. E sono almeno 100mila i trevigiani in difficoltà, tra cambi di medici, assegnazioni a dottori che su base volontaria hanno accettato di contare anche più di 1.800 assistiti e così via. È vero che intanto i buchi sono stati in buona misura coperti con incarichi temporanei. Ma è chiaro che in queste condizioni si fatica a rispondere a tutti.

Dopo l'emergenza Covid, negli ambulatori si va per appuntamento. Si arriva a dover attendere anche 2 settimane. Senza dimenticare che molti trevigiani oggi hanno il medico in paesi diversi da quello di residenza. A volte devono macinare chilometri per raggiungere l'ambulatorio. Non va meglio sul fronte guardie mediche: la sede di Paese è stata chiusa nel 2021 proprio per la mancanza di dottori, e non è stata più riaperta (dovrebbe ripartire nella nuova Casa della comunità di via Olimpia). Non è difficile immaginare che davanti a un panorama del genere molti scelgano di andare direttamente in pronto soccorso. «Il problema maggiore è la carenza di medici di medicina generale», spiega Ilaria Barcati, segretaria della Fimmg di Treviso. «In tanti, poi, sono ancora senza medico - continua - e a questo si aggiunge inevitabilmente anche l'invecchiamento della popolazione». La speranza di vita si allunga. La Marca è tra le prime nelle classifica italiana. Ma di conseguenza aumenta anche il numero degli acciacchi. I dottori di base fanno la loro parte. Ma chiedono anche di essere aiutati. Ad esempio snellendo la burocrazia. «Quando inviamo un paziente al pronto soccorso, lo facciamo perché lo abbiamo preventivamente visitato - sottolinea Barcati - ma oltre al fatto che in pronto soccorso non è prevista alcuna corsia preferenziale per chi arriva con l'impegnativa del medico di medicina generale, oggi il paziente si ritrova davanti al triage, dove gli viene assegnato il codice e di fatto ricomincia tutto da capo».