Perfino “Le Monde”, dopo il “Financial Times”, ha scritto nei giorni scorsi che «per i francesi è doloroso sentirlo dire, ma l’Italia di Giorgia Meloni è oggi credibile come la Francia in materia di finanze pubbliche, se non di più». Mentre anche la Banca Mondiale ha certificato con le sue ultime statistiche che, per Pil per abitante a parità di potere d’acquisto (PPP), l’Italia nel 2024 ha superato il Regno Unito ed è ormai a un passo dalla stessa Francia.

C’è da rallegrarsi per questi sviluppi? A nostro parere sì, ma non la pensano allo stesso modo diversi commentatori ed esponenti del declinante mainstream italiano che faticano a scendere dalla loro aristocratica nuvola di indignazione permanente e ad ammettere che qualcosa può migliorare anche nel nostro spesso ingiustamente vituperato Paese. Lo spread cala? Sì, ma secondo loro non per merito nostro bensì perché stanno aumentando i tassi di interesse sui titoli pubblici degli altri Paesi. Il Pil pro capite italiano a parità di potere d’acquisto supera quello britannico? Sì, ma non perché l’Italia va bene bensì perché il Regno Unito ha commesso l’errore di fare la Brexit e perché la nostra popolazione è in calo mentre quella britannica continua a crescere.