Amabile, il brand di gioielli fondato dall’imprenditrice e influencer Martina Strazzer, ha (finalmente potremmo dire), risposto, almeno in parte, alle accuse mosse dall’ormai ex dipendente Sara. Assunta mentre era incinta, l’ex contabile aveva raccontato alla giornalista Charlotte Matteini il mancato rinnovo del suo contratto nonostante le garanzie date dalla stessa Strazzer, il lavoro anche durante la maternità obbligatoria e la “sponsorizzazione” della sua assunzione come atto rivoluzionario in un mondo del lavoro che, solitamente, respinge donne incinta o, addirittura, semplicemente desiderose di avere un figlio.
Con un lungo comunicato pubblicato su Instagram dell’azienda (ma non su quello della sua fondatrice, che dall’uscita dell’intervista ha scelto la strada del silenzio), Amabile spiega i motivi del mancato rinnovo. “Licenziamento” che, comunque, per quanto inaspettato, era legittimo trattandosi di un contratto a tempo determinato di un anno. Nella nota la “colpa” viene fatta ricadere tutta sulla lavoratrice e viene ribadita la completa disponibilità dell’azienda modenese verso le dipendenti in gravidanza. Nessun riferimento, invece, agli altri punti toccati dall’intervista di Matteini in cui Sara racconta sia di aver dovuto lavorare mentre era ancora in maternità, sia dei video pubblicati dalla stessa Strazzer e anche dall’account tiktok “Team Amabile” per “farsi pubblicità” con la sua assunzione.











