Dopo giorni di silenzio e numerose polemiche sui social, Martina Strazzer, fondatrice del marchio di gioielli Amabile, risponde pubblicamente alle accuse di aver assunto — e poi non rinnovato il contratto — a una giovane donna incinta di quattro mesi. «Crediamo profondamente che la gravidanza non sia un limite, ma un valore», ribadisce Strazzer, rilanciando un principio che, dice, ha sempre guidato l’identità dell’azienda. «È un valore in cui abbiamo creduto e continueremo a credere», precisa. La vicenda era diventata di dominio pubblico dopo che la giornalista Charlotte Matteini aveva denunciato il caso, attirando l’attenzione dei media e provocando un acceso dibattito online. In risposta, la fondatrice di Amabile ha diffuso un comunicato in cui ricostruisce la storia dal suo punto di vista, sottolineando come l’assunzione della dipendente — Sara, il nome con cui viene indicata — fosse avvenuta sulla base delle competenze dichiarate durante il processo di selezione, e non come gesto di marketing, come invece accusato da più parti. «Quando abbiamo accolto Sara, l’intenzione era quella di costruire una collaborazione duratura. Tuttavia, le cose non sempre vanno come previsto. Dopo l’inizio del rapporto di lavoro, abbiamo avviato alcune verifiche interne, supportate anche da consulenti esterni, che hanno fatto emergere criticità più complesse e profonde di quanto immaginassimo», spiega Strazzer. La decisione di non rinnovare il contratto, secondo l’imprenditrice, è stata dettata esclusivamente da questi problemi sul piano lavorativo. «Ci siamo trovati davanti a una scelta difficile: ignorare le problematiche emerse, oppure affrontarle assumendoci la responsabilità di una decisione dolorosa ma necessaria. Non rinnovare il contratto è stata una scelta responsabile per tutelare il lavoro delle oltre quaranta persone che ogni giorno contribuiscono alla crescita di Amabile». Sulla comunicazione social con cui aveva annunciato l’assunzione di una donna incinta — e che era stata criticata come una strategia promozionale — Strazzer chiarisce che si trattava di un messaggio simbolico: «Volevamo affermare un principio fondamentale per noi. Nessuna donna in Amabile dovrà mai sentirsi costretta a scegliere tra carriera e maternità. La gravidanza non è e non sarà mai un ostacolo all’assunzione o alla permanenza nella nostra azienda». Nel comunicato, l’imprenditrice fornisce anche un quadro dell’attività occupazionale dell’azienda. Dall’apertura di Amabile ad oggi, la grande maggioranza delle risorse attive in azienda è stata assunta con contratto a tempo indeterminato. La società ha avviato numerosi tirocini, molti dei quali si sono trasformati in contratti di lavoro, e diversi apprendistati che proseguono tuttora o si sono già evoluti in rapporti stabili.