I devastanti incendi in Spagna – per cui sono stati arrestati 37 presunti piromani mentre gli indagati sono oltre 110 – potevano essere vitati o almeno arginati con prevenzione e piani adeguati? La Procura spagnola specializzata in Ambiente sta indagando sulla correlazione tra i roghi che tormentano il paese dai primi di agosto il Paese e la ipotizzata mancanza di piani di prevenzione nei comuni e nelle regioni colpiti dalle fiamme come danni enormi ancora non quantificati e perdite di vite umane. L’inchiesta, diretta dal procuratore Antonio Vercher, punta ad accertare se le amministrazioni centrale, regionali e locali – come scrive El Pais – abbiano rispettato l’obbligo di dotarsi di tali programmi, come previsto dalla Legge sui boschi del 2003. Nonostante il calo delle temperature, forti raffiche di vento hanno reso più difficile le operazioni di spegnimento. I roghi hanno provocato quattro morti e numerosi feriti, dei quali tre guardie forestali e un vigile del fuoco in gravi condizioni.
I piani annuali – L’ipotesi di omissione riguarda anche le Comunità autonome, obbligate da tre anni a redigere piani annuali specifici, oltre al governo centrale, che non ha ancora approvato i criteri comuni per la loro elaborazione. La Procura vuole capire se l’assenza di prevenzione è una delle cause principali dell’emergenza incendi, che ha bruciato finora 389.000 ettari di vegetazione, secondo le stime del sistema europeo Copernicus, una cifra record negli ultimi trent’anni in Spagna.











