Per inizio settembre ci sarebbe dovuta essere la festa di Avs, Alleanza Verdi e sinistra, al Leoncavallo. Un appuntamento che dovrà saltare dopo che questa mattina lo storico centro sociale, che ha sede in via Watteau da più di 30 anni, è stato sgomberato dalle forze dell’ordine. E sarebbe stata proprio la festa programmata dal partito di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso con un’accelerazione improvvisa verso lo sgombero su input del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Lo sfratto della struttura è stato rinviato 133 volte in questi anni. Ma la vera miccia si è accesa a novembre 2024, quando la Corte d’Appello ha condannato il ministero dell'Interno a risarcire 3 milioni di euro ai Cabassi, proprietari dell'area attraverso Immobiliare Orologio, proprio per il mancato sgombero. Il Ministero aveva scelto di rivalersi sull'associazione “Mamme antifasciste del Leoncavallo”, presieduta da Marina Boer, chiedendo la stessa somma. L’associazione, così, aveva lanciato una raccolta fondi per trovare i 3 milioni di euro.
Leoncavallo in via Watteau, la fotostoria dal 1994
Alle 9 di mattina, in pieno agosto, il centro sociale Leoncavallo di Milano - uno dei più storici d'Italia - è stato sgomberato su ordine del ministro dell'Intero Piantedosi, anticipando l'ennesima visita dell'ufficiale giudiziario prevista per il 9 settembre. In via Watteau i leoncavallini erano arrivati nel 1994, dopo lo sgombero dalla prima sede che aveva dato il nome al centro sociale - Leggi l'articolo













