Manifestano contro la chiusura del Punto Nascita e l’Asl fa partite un procedimento disciplinare. È successo a Borgosesia dove, lo scorso 28 luglio, un gruppo di mamme e dipendenti dell’azienda sanitaria locale si è dato appuntamento per protestare contro la possibile chiusura del presidio. L’iniziativa rientrerebbe nelle misure di razionalizzazione dei Punti Nascita, portata avanti dalla giunta regionale (e non ancora formalizzata), che riguarda i presidi che contano un numero esiguo di parti all’anno. È proprio il caso di Borgosesia, che non rispetta gli standard di sicurezza previsti dall’Accordo Stato — Regioni del 2010. La decisione di chiudere il Punto è controversa e, anche per questo, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi quel pomeriggio si era presentato a Borgosesia, con un dossier che illustrava i nuovi obiettivi dell’ospedale. Contemporaneamente, in piazza dei Martiri andava in scena il flash mob dei dipendenti, con cartelli e striscioni.
La manifestazione sembra non essere andata a genio all’azienda che, in questi giorni, ha inviato le prime lettere ai dipendenti che vi hanno partecipato. Si imputa ai manifestanti di aver tenuto un comportamento non congruo alle “norme comportamentali” dell’Asl. Vengono citate, in particolare, delle presunte dichiarazioni pubbliche offensive e “comportamenti che possono nuocere al prestigio e al decoro dell’azienda”.






