irtuoso raffinato e interprete fra i più versatili nella scena internazionale, il pianista Alexander Lonquich (tedesco di nascita ma ormai italiano: dal 2014 è direttore principale dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza e dal 2020 direttore artistico della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole) apre domani sul sagrato della Basilica San Nicola l’ottavo Bari Piano Festival alle 21, ingresso libero). Per il recital barese Lonquich, che in carriera ha collaborato con i più grandi direttori senza mai tralasciare il suo impegno per la musica da camera, ha scelto un programma interamente romantico: l’intimità della Sonata op. 109 di Beethoven, pagina invero assai più celebre delle Novellette op. 21 di Schumann, otto brani dal carattere (raramente) felice del compositore tedesco. Che, fa notare il direttore artistico del festival, Emanuele Arciuli, «non sono mai state eseguite integralmente a Bari».
Schumann compose le Novellette dedicandole all’amata Clara Wieck. «Ho chiamato il tutto Novelletten — scriveva per lettera il compositore all’allora fidanzata — perché il tuo nome è Clara come quello della Novello e perché Wiecketten purtroppo non suonava altrettanto bene!” (Schumann si riferiva alla cantante inglese Clara Anastasia Novello). Il concerto di Lonquich è il solo recital classico di un festival che fa del pianoforte uno strumento per viaggiare nel tempo e nello spazio, un ponte tra epoche, linguaggi e culture. Il programma, curato da Arciuli con grande sensibilità, intreccia repertori classici e contemporanei, jazz, minimalismo, sperimentazione, grazie alla presenza di grandi pianisti provenienti da ogni parte del mondo e talenti emergenti. Il festival è però anche un modo per viaggiare dentro la città: da domani e sino al 29 agosto, la rassegna (che da quest’anno registra la collaborazione con l’Accademia di belle arti) trasforma Bari in un palcoscenico diffuso dove la musica dialoga con l’architettura, il paesaggio, il pensiero e le persone e invita a vivere la città come laboratorio aperto di bellezza. Piazze, lungomari, parchi e scorci storici diventano teatri a cielo aperto per un’esperienza musicale immersiva e unica che ha saputo conquistare il cuore del pubblico barese — e non solo — portando la grande musica pianistica fuori dai luoghi convenzionali. Già dopodomani il pianoforte della talentuosa pianista greca Tania Giannouli conquista uno spazio barese significativo, per la prima volta teatro del festival: parco Rossani. Dove pure si terranno gli eventi del 25 (doppia conversazione: alle 19 con Filippo Del Corno, compositore e autore del libro Puccini ’900 edito da Curci; a seguire, dialogo tra Arciuli e il compositore Marco Tutino sull’opera contemporanea), 26 (incontro con Emanuela A. Abbadessa, autrice del romanzo la suggeritrice, edito da Neri Pozza, alle 19; a seguire, il concerto con le intriganti e originali sonorità alle tastiere di Alessandro Sgobbio) e 27 agosto (alle 19 reading di poetesse italiane a cura di Nunzia Antonino e a seguire il recital del francese Wilhelm Latchoumia in un programma tutto novecentesco, con pianoforte ed elettronica).







