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Piovono attacchi e critiche gratuite contro Il Tempo per l’inchiesta che stiamo conducendo sui rapporti opachi di una certa politica di sinistra con figure considerate vicine ad Hamas, come Mohammad Hannoun e il suo storico (ex) vice Sulaiman Hijazi, che il M5S di Giuseppe Conte ha pensato bene di ospitare alla Camera in occasione della presentazione dell’ultimo report della relatrice speciale Onu Francesca Albanese. L’ultimo ad averci attaccato è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà, ex direttore di questa testata che è arrivato a dire «mi vergogno di questo giornale, di esserne stato direttore e di come l’attuale proprietà e i camerieri di contorno l’hanno ridotto. Tommaso Cerno è un personaggio grottesco a livello europeo». Sono queste, oltre ad altri improperi, le parole del pentastellato che ci accusa solo per aver parlato delle frequentazioni dei suoi colleghi (o ex colleghi) di partito, ed è subito andato in difesa, accusandoci di pubblica gogna, della parlamentare dei 5 Stelle Stefania Ascari e dell’ex grillino Alessandro Di Battista.
Sala e i voti islamici. Le campagne elettorali di Pd e M5S in moschea
Abbiamo toccato un tasto dolente anche per lo stesso Pedullà? Forse sì, perché conosce Mohammad Hannoun, soggetto sanzionato dagli Usa in quanto considerato la propaggine di Hamas in Italia. È del 9 giugno la foto postata dall’europarlamentare accanto ad Hannoun, entrambi con la kefiah al collo. Ma c’è di più, perché sempre il 9 giugno è Pedullà a ricondividere sul proprio profilo il video di un suo intervento durante una manifestazione organizzata dall’associazione dei palestinesi in Italia che fa capo proprio ad Hannoun. Ed è da quel palco che dice: «Il popolo palestinese è mio fratello. Noi del M5s abbiamo sempre detto che c’è un genocidio. Lo abbiamo sempre detto, lo diciamo e lo diremo. Io sono un parlamentare europeo eletto a Milano dal M5s e so anche da molti di voi». Ha quindi ammesso di sapere perfettamente che la comunità islamica milanese vota per il Movimento 5 stelle? E perché Pedullà, in tutto ciò, ricondivide un post dei Giovani Palestinesi Italiani, in collaborazione con l’Api, che proprio lunedì ha fatto un post inneggiando al 7 ottobre? Ma a scagliarsi contro di noi è anche la stessa Associazione dei Palestinesi in Italia (API), presieduta da Hannoun, e l’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese in Italia (ABSPP), sanzionata dal Dipartimento del Tesoro Usa in quanto ritenuta una «falsa organizzazione caritatevole» che contribuisce a «finanziare l’ala militare di Hamas».







