Francesca Clapcich indossa un paio di calzini-omaggio per il fly-by di Matosinhos/Porto. “Ne ho preparato uno per ogni stopover”, dice. “E gli altri?”, le chiediamo. “Vedrete”. La velista italiana è appena sbarcata. In Portogallo la sosta è breve, tre ore in tutto, incluso i tempi dell’ormeggio. E’ una novità, per The Ocean Race Europe. Giusto una doccia, volendo e un po’ di relax nella sala allestita per i velisti, nel terminal crociere, un edificio avveniristico disegnato da una archistar locale che ha le rampe circolari delle scale rivestite di piastrelle che simulano il dorso dei pesci. Francesca è al suo debutto su Team Malizia nella regata continentale, essendo salita a bordo a Portsmouth, porto di partenza della seconda tappa fino a Cartagena. La sua squadra, capitanata da Bors Herrmann, è quarta in questa sorta di pit-stop, più per i velisti stessi che per le barche; terza in classifica generale, a 10 punti dietro Paprec Arkea (13) e Biotherm (18).
Francesca Clapcich al fly-by di Matosinhos/Port con Team Malizia
Clapcich, si è ritrovata, a bordo? “Sì, sì, assolutamente. I ragazzi hanno fatto benissimo la prima tappa, arrivando secondi. Io sono salita per la seconda tappa da Portsmouth e farò tutte le altre tappe. A bordo mi sento a casa, li conosco, ho fatto la scorsa Ocean Race con Justine Mettraux, Will Harris sarà anche il mio co-skeeper per la Transat di fine anno. Insomma, ci conosciamo tutti e quindi il rapporto che si è instaurato subito a bordo è molto bello. E anche la barca, ormai, la sto ormai conoscendo”. Sea-Explorer, questo il nome, sarà l’imbarcazione con cui si preparerà a correre il Vendée Globe 2028. Che barca è? “E’ una barca che performa bene con vento abbastanza forte e in certe condizioni di vento medio leggero La scelta per me è caduta su uno scafo affidabile, soprattutto col pensiero del Vendée Globe. Volevo una barca che nell'Oceano del sud fosse affidabile, forte e che permetta anche delle performance molto buone. Ovviamente, si fanno delle scelte, quindi magari in condizioni di vento medio-leggero paga un po’ di più rispetto ad altri design più veloci”. Interverrà con lavori per migliorarla? “Già a partire dal prossimo inverno interverremo con un refit completo della barca, anche per consentire il re-branding, e cercheremo di capire cosa si potrà fare di più. Certo, non è che si possa modificare più di tanto. Faremo uno studio sui foil nuovi, sulle vele e il piano velico. Però, alla fine, la barca è quella…”.






