​VENEZIA - Le vittime erano quasi sempre turisti in viaggio. Dopo ore in autostrada, in effetti, la sosta diventa una necessità: freccia, uscita in autogrill, panino o caffè. La brutta sorpresa al ritorno in auto: cellulari, tablet, navigatori e qualunque oggetto di valore erano svaniti nel nulla. Niente segni di effrazione, nessun allarme scattato, le porte della macchina semplicemente aperte, come se non fossero mai state chiuse. La polizia stradale di Venezia, in collaborazione con i colleghi friulani, ha arrestato nei giorni scorsi una banda di ladri trasfertisti specializzati nei colpi nelle stazioni di servizio. I poliziotti li hanno colti sul fatto nella stazione di Arino di Dolo per aver tentato diversi furti, ma da una prima ricostruzione delle indagini al gruppo, quattro cittadini georgiani di circa quarant’anni, verrebbero contestati diversi episodi lungo l’intera tratta della A4 tra Veneto e Friuli. Il modus operandi? Nulla di nuovo: il “jammer”, il disturbatore di frequenza che permette di intercettare le frequenze dei telecomandi per la chiusura centralizzata delle auto, è uno strumento che i criminali utilizzano già da una decina d’anni. Il dispositivo funziona bloccando il segnale inviato dal telecomando dell'auto alla centralina, impedendo la chiusura o l'apertura delle portiere. Questo permette ai ladri di agire indisturbati, aprendo le portiere senza forzarle.