Il Dalai Lama, Nobel della pace e leader spirituale dei tibetani in esilio dal 1959, quando la Cina invase il Paese delle nevi, ha detto che la morte di Deng è una "grave perdita" per il suo popolo. Deng, ha dichiarato, "era capo di un sistema totalitario". E "anche se personalmente avrebbe voluto fare qualcosa di buono, il sistema stesso imponeva le scelte". Questo che pubblichiamo è l' estratto di una lettera spedita dal Dalai Lama a Pechino su Deng e i rapporti tra Cina e Tibet.

Nel 1979 Deng Xiaoping invitò il mio fratello maggiore Gyalo Thondup a Pechino e gli disse che - a parte la questione della totale indipendenza del Tibet - tutto il resto poteva essere discusso e i problemi risolti. Deng offrì inoltre a Thondup di metterci in contatto, autorizzando l’invio di una nostra commissione d’inchiesta in Tibet. Questo naturalmente ci fece sperare fortemente in una soluzione pacifica dei contrasti, e predisponemmo subito l’invio della delegazione.

Il Dalai Lama: avrò un successore e lo sceglierà il mio ufficio. L’alt di Pechino

di Carlo Pizzati

02 Luglio 2025