Thom Browne ha il sorriso sornione di chi sa che effetto fa la sua moda su chi non la conosce. Ne ha tutte le ragioni, perché 25 anni fa ha inventato un nuovo vestire formale: tagli e materiali impeccabili, ma proporzioni diverse. Inaspettate. Le giacche paiono di una taglia troppo piccola, i pantaloni lasciano le caviglie a vista, se non tutta la gamba. E spesso sono sostituiti da gonne. Una rivoluzione che ha reso lo statunitense, 60 anni a settembre, capelli a spazzola e mascella ben definita, un maestro dello stile contemporaneo. La prova sta nell’inconfondibilità dei suoi pezzi: il pubblico riconosce i suoi capi, non il suo volto. In altre parole, Browne è uno stilista famoso per le ragioni giuste: "Oggi tanti vogliono essere notati non per cosa fanno, ma per chi sono: ma se la cosa più interessante del tuo marchio sei tu, allora hai un problema", spiega pacato. Niente scorciatoie, quindi. "Non ne esistono, di scorciatoie. Conosco persone che hanno milioni di follower e sono sull’orlo della bancarotta perché, alla resa dei conti, non sanno lavorare. Il mio obiettivo, invece è essere memorabile". E i suoi completi, che ricordano delle uniformi scolastiche eccentriche e sofisticate, lo sono decisamente. "In realtà mi affascina di più l’idea che con un’offerta illimitata, chi usa i miei capi scelga comunque quella che appare come una divisa. È un pensiero più spiazzante".
Intervista a Thom Browne: “Oggi tanti vogliono essere notati non per cosa fanno, ma per chi sono”
Una laurea in economia, il sogno del cinema a Los Angeles presto abbandonato. Oggi, stilista affermato, è riconosciuto dal pubblico per ciò che fa e non per ci…






