La domanda, dopo il vertice di Washington, è una sola: Putin è davvero disposto a incontrare Zelensky? Secondo quanto spiegato da Trump in persona, sarebbe stato proprio lo Zar a proporre un "bilaterale" con il presidente ucraino. Anche se nemmeno il tycoon è davvero convinto che non si tratti di un bluff: Trump ha ammesso in un'intervista a Fox News che il presidente russo potrebbe non essere realmente a porre fine alle ostilità. «Scopriremo qualcosa sul presidente Putin nelle prossime due settimane», ha aggiunto.
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Dietrofront dei russi
Insomma, mentre le proposte sulla sede del vertice si sprecano (Macron ha proposto Ginevra, ma Trump preferirebbe Basilea), gli analisti cominciano a dubitare del fatto che un vertice effettivamente ci sarà. Se Putin nel corso della telefonata con Trump si era detto "aperto" all'idea di colloqui diretti con Zelensky, a stemperare il tutto ci ha pensato il giorno successivo il ministro degli Esteri Lavrov, spiegando che ogni incontro dovrebbe essere preparato «gradualmente», partendo prima da colloqui tra esperti per arrivare a dama. Dmitry Polyanskiy, vice rappresentante russo presso le Nazioni Unite, ha detto alla BBC che «nessuno ha mai rifiutato l'opportunità di colloqui diretti, ma non dovrebbe trattarsi di un incontro fine a se stesso». Come dire tutto e nulla.













