La premier ha speso il Ferragosto seguendo le trattative americane per cercare la pace tra Vladimir Putin e Volodimir Zelensky ma Giorgia Meloni è stata costretta a registrare le intemperanze estive della sua maggioranza che hanno animato la politica agostana.
Protagonisti del surriscaldamento climatico sono stati la Lega e Forza Italia che se le sono suonate di santa ragione svariando sin dall'inizio dell'estate dai temi etici a quelle decisamente più prosaici delle nomine. L'ultimo pesantissimo scontro ha visto duellare il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il governatore siciliano di Forza Italia Renato Schifani ed è scoppiato sulla nomina del successore di Pasqualino Monti alla guida dell'Autorità portuale della Sicilia occidentale. Il Mit ha indicato l'ex eurodeputata Annalisa Tardino facendo insorgere l'area siciliana di Forza Italia. Sul suo profilo infatti, secondo più fonti, c'era il veto di Schifani per cui la nomina di Tardino non è stata concertata come avrebbe dovuto essere.
Durissima la reazione della Regione che ha annunciato l'impugnazione del decreto di nomina anche per "mancanza di requisiti soggettivi". Mossa che non ha turbato il ministero salviniano: la nomina "risponde a tutti i requisiti come accaduto positivamente in tutte le altre Regioni d'Italia. Già mercoledì l'avvocata Tardino sarà in ufficio al lavoro". Serafica si mostra Tardino che nel suo primo giorno di lavoro nell'ufficio di Palermo assicura che il suo mandato sarà "nel segno della continuità con la gestione precedente" e che l'ente portuale "sarà la longa manus del governo Meloni e del ministro Matteo Salvini". Se questa è una guerra di nomine ben più importante è quanto sta succedendo intorno al ministro Schillaci dopo la revoca alla commissione vaccini di due esponenti considerati vicini all'area no-vax. Anche oggi Salvini ha attaccato il ministro che è stato invece difeso nelle sue scelte da Forza Italia: "dirsi dubbiosi sull'obbligo vaccinale non penso sia antiscientifico, penso sia di buon senso".







