«Cari fratelli e sorelle, oggi ci soffermiamo su uno dei gesti più sconvolgenti e luminosi del Vangelo: il momento in cui Gesù, durante l'ultima cena, porge il boccone a colui che sta per tradirlo. Non è solo un gesto di condivisione, è molto di più: è l'ultimo tentativo dell'amore di non arrendersi». Così Papa Leone XIV nell'udienza generale in Aula Paolo VI davanti a gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall'Italia e da ogni parte del mondo. «San Giovanni, con la sua profonda sensibilità spirituale, ci racconta così quell'istante: 'Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora, li amò fino alla fine'. Amare fino alla fine: ecco la chiave per comprendere il cuore di Cristo. Un amore che non si arresta davanti al rifiuto, alla delusione, neppure all'ingratitudine. Gesù conosce l'ora, ma non la subisce: la sceglie. È Lui che riconosce il momento in cui il suo amore dovrà passare attraverso la ferita più dolorosa, quella del tradimento. E invece di ritrarsi, di accusare, di difendersi, continua ad amare: lava i piedi, intinge il pane e lo porge. 'È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò'. Con questo gesto semplice e umile, Gesù porta avanti e a fondo il suo amore. Non perché ignori ciò che accade, ma proprio perché vede con chiarezza. Ha compreso che la libertà dell'altro, anche quando si smarrisce nel male, può ancora essere raggiunta dalla luce di un gesto mite. Perché sa che il vero perdono non aspetta il pentimento, ma si offre per primo, come dono gratuito, ancor prima di essere accolto. Giuda, purtroppo, non comprende. Dopo il boccone - dice il Vangelo - 'Satana entrò in lui'».