TREVISO - Soccorrere gli animali feriti in incidenti stradali è obbligatorio. Il Codice della strada è netto. E per questo l'Usl della Marca ha rilanciato l'intesa con l'Ordine dei veterinari di Treviso e la convenzione con cliniche private tra Treviso, Montebelluna e Conegliano. Non è previsto un vero e proprio servizio di ambulanza. Ma in buona sostanza si tende a questo. L'obiettivo della convenzione con le cliniche private è infatti quello di arrivare il prima possibile sul luogo dell'incidente per salvare la vita agli animali. Si parla soprattutto di cani e gatti, ma non solo. E poi il conto degli interventi salva-vita viene presentato al proprietario, se individuabile.

È stato definito un tariffario preciso. Si va dai 40 euro per la visita clinica ambulatoriale diurna ai 70 per quelle fatte di notte, di sabato pomeriggio e nei festivi. Di seguito, 20 euro per l'emocromo, 55 per la sedazione, 70 euro per una radiografia, 100 euro per la visita con eutanasia e fino a 180 euro per un intervento di chirurgia complessa (oltre questa cifra deve esserci l'autorizzazione del veterinario dell'Usl). Per la degenza di cani di taglia grande, inoltre, la tariffa è di 40 euro. Mentre per i cani piccoli e medi e per i gatti scende a 30. Se invece vengono soccorsi animali randagi, o comunque senza microchip, le spese vengono coperte dall'azienda sanitaria e dal Comune d. «Partiamo ricordando che quando c'è un animale ferito in un incidente deve essere chiamato il 118, che poi gestisce le richieste nell'ambito delle urgenze deviandole al settore veterinario - fa il punto Alessia Grassigli, presidente dell'Ordine dei veterinari della provincia di Treviso - in base alle necessità, il servizio veterinario dell'Usl può attivare la convenzione richiedendo l'intervento delle cliniche veterinarie». Queste ultime sono chiamate ad eseguire solo gli interventi urgenti, cioè quelli necessari per garantire la sopravvivenza e la stabilizzazione degli animali coinvolti negli incidenti. Il discorso vale anche per gli avvelenamenti. Tutte le manovre salva-vita, insomma. «Il resto - specifica Grassigli - viene preventivamente condiviso con i proprietari». Questo anche per evitare di presentare ai proprietari degli animali un conto monstre.