«Idetenuti hanno assunto il pieno e indisturbato controllo del padiglione Gesso al carcere di Cuneo, agendo in totale anarchia ed a tutto campo, con devastazioni e violenze all’ordine del giorno». Lo scrive al condizionale, ma sono pesantissime le accuse che Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp, riporta in una lunga nota inviata, tra gli altri, al ministro della Giustizia Carlo Nordio, al sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e al capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), Stefano Carmine Demichele.
«Gravissime condizioni nella casa circondariale»
Obiettivo: «Segnalare in sede politica e centrale le gravissime ed inammissibili condizioni che si stanno verificando presso la casa circondariale di Cuneo, in termini di funzionalità, sicurezza, organizzazione, legalità, rispetto degli adempimenti istituzionali». Riferimento e interpretazione personale dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, con più detenuti che si sono fronteggiati in cella (a un magrebino è stato semi-amputato un dito di una mano) e all’ultimo grave episodio di ieri (martedì 20 agosto). Una violenta rissa nel pomeriggio tra due fazioni, con un recluso che ha riportato un grave trauma cranico e la frattura di due costole (28 giorni di prognosi), un agente colpito mentre cercava di riportare l’ordine. I disordini sono proseguiti anche in serata (un sovrintendente ferito), poi la situazione è rientrata grazie al personale di polizia penitenziaria.








