L’immagine di Jannik Sinner che dopo appena 23 minuti abbandona la finale di Cincinnati contro Carlos Alcaraz ha fatto il giro del mondo, sollevando un’ondata di discussioni. Non si tratta solo della resa del numero uno del tennis, ma di un segnale forte sulle condizioni in cui i tornei si giocano oggi: calendari sempre più fitti, Masters 1000 allungati da una a due settimane, finali disputate in orari complicati, con caldo e umidità ai limiti della sopportazione.

A entrare nel dibattito è stato Paolo Bertolucci, ex tennista e oggi voce tecnica in tv, che sui social ha scritto parole destinate a far discutere: “I giocatori hanno le loro colpe — si legge — Accettano i tornei di 10 giorni in cambio di più soldi e giocano la finale alle 15 per raggiungere in serata New York e giocare il ricchissimo misto”. Non un attacco a Sinner, precisa, ma la constatazione di un sistema che rischia di collassare sotto il peso del business. La sua proposta è netta: “Serve un tavolo con tutte le componenti in ballo — aggiunge — SOS tennis!!”.

JANNIK SINNER, DECISIONE CLAMOROSA AGLI US OPEN: A COSA RINUNCIA

Ora è ufficiale: Jannik Sinner non farà il doppio misto degli Us Open, con Katerina Siniakova. Dopo il mal...