Sono dunque passati due anni da quando una anonima ragazzina svedese decise di saltare le lezioni e andare a sedersi nella piazza del Parlamento di Stoccolma con il cartello " Skolstrejk för klimatet", sciopero scolastico per il clima. Da quel 20 agosto 2018 per Greta Thunberg è stato un susseguirsi di successi mediatici e delusioni politiche. È diventata l’adolescente più famosa del Pianeta, inseguita da troupe tv e giornalisti in ogni sua apparizione e in ogni suo viaggio, fosse in treno attraverso l’Europa o in barca a vela per raggiungere gli Stati Uniti.

Ma l’essere diventata il simbolo di una generazione che protesta non è bastato a cambiare lo status quo. Lo riconosce la stessa Greta nell’articolo firmato insieme ad altre tre ragazze in prima linea contro il riscaldamento globale. Sul banco degli imputati ci sono soprattutto i politici, quegli stessi che hanno invitato, accolto e applaudito la giovane attivista svedese al Palazzo dei congressi dell’Onu, al Parlamento europeo, a Westminster o al Senato italiano. Li abbiamo visti annuire gravemente di fronte all’atto di accusa di Greta («La nostra casa brucia, dovreste provare panico») per poi farsi un selfie con il personaggio del momento e dedicarsi ad altro.Greta deve essersi resa conto del suo "fallimento" politico nel novembre scorso a Madrid. Si era sottoposta a un tour de force straordinario: traversata oceanica su una barca spartana per essere prima all’Onu poi in Cile, Paese ospitante di Cop25, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima.