La grande stagione della commedia all’italiana, che teneva il pubblico agganciato alla satira dei costumi e delle varie tipologie del potere, è morta da tempo perché si è spezzato il filo tra questo cinema importante dei Sorpassi, delle Vite difficili, di quelli che C’eravamo tanto amati e che Volevano i colonnelli, e la realtà, già troppo caricaturale e grottesca di suo: impossibile aggiungervi satira, se non andando, come fa Antonio Albanese, in zona farsesca Ruzzante-Fo. Uno dei pochi e degli ultimi che tenta di raccontare, con un tocco surreale che non cancella il resto, è Riccardo Milani.