La grande stagione della commedia all’italiana, che teneva il pubblico agganciato alla satira dei costumi e delle varie tipologie del potere, è morta da tempo perché si è spezzato il filo tra questo cinema importante dei Sorpassi, delle Vite difficili, di quelli che C’eravamo tanto amati e che Volevano i colonnelli, e la realtà, già troppo caricaturale e grottesca di suo: impossibile aggiungervi satira, se non andando, come fa Antonio Albanese, in zona farsesca Ruzzante-Fo. Uno dei pochi e degli ultimi che tenta di raccontare, con un tocco surreale che non cancella il resto, è Riccardo Milani.
Il bibliotecario Bisio diventa Presidente della Repubblica
In «Benvenuto, Presidente!» Riccardo Milani si tiene in equilibrio tra il desiderio di essere critico nazional popolare dell’Italia 2013, evitando gag risapute ma denunciando la prefazione di un degrado generale






