Dopo il blitz dei Nas a Vigone, nel Torinese, dove ha sede Fiesta Latina, associazione sotto accusa per la salsa guacamole contaminata con il “botulino killer” che qualche giorno fa ha causato la morte di una 38enne in Sardegna, una seconda donna è morta dopo avere mangiato la medesima pietanza allo stesso evento. Si aggrava la posizione dell’imprenditore di Cercenasco Cristian Gustavo Vincenti.
L’uomo, 55 anni, titolare del chiosco in cui sarebbe stata somministrata la salsa contaminata e legale rappresentante dell’associazione vigonese è l’unico indagato al momento per omicidio colposo dopo la morte di Roberta Pitzalis, 38 anni, intossicata dopo aver mangiato il guacamole alla Fiesta Latina di Monserrato nel cagliaritano, uno dei tanti eventi che l’associazione vigonese organizza in giro per l’Italia.
Ora c’è una seconda vittima: si tratta di Valeria Sollai, 62 anni. La donna era ricoverata da settimane al policlinico, in rianimazione, dopo aver partecipato alla manifestazione consumando pietanze a base di guacamole, le stesse di Pitzalis. L’autopsia eseguita a Cagliari (che deve ancora essere depositata) confermerebbe nel caso della 38enne il decesso per intossicazione da botulino, aggravata da una polmonite emorragica insorta durante il ricovero. La procura ha ora disposto l’autopsia anche su Sollai.











