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19 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:08

Un uomo di 73 anni vive auto-murato nella propria cella, ricoperta in ogni centimetro – compresa la finestra e l’esterno della porta blindata – da carta stagnola sigillata con la colla. Succede al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, nel braccio C della sezione 6: il detenuto, di nome Nicola e originario della Calabria, condannato per reati sessuali, rifiuta di uscire dal suo loculo da tre anni, da quando è stato sottoposto a Tso (trattamento sanitario obbligatorio) a causa di una crisi psichiatrica. A denunciare pubblicamente il caso è stato il segretario dei Radicali italiani, Filippo Blengino, dopo una visita al penitenziario delle Vallette insieme a una delegazione di politici che comprendeva anche esponenti di +Europa e Azione. “Una condizione indegna, disumana e degradante, così come è disumano e degradante che lo Stato lo abbia abbandonato a questa sorte. Una situazione che finisce per rendere indegno anche il lavoro della Polizia penitenziaria e degli altri detenuti, costretti a convivere con una situazione intollerabile. Noi crediamo nello Stato di diritto e per questo chiediamo che chi ha responsabilità istituzionali intervenga immediatamente per porre fine a una condizione che, in anni di visite nelle carceri italiane, non avevamo mai visto“, afferma Blengino, informando di aver scritto per segnalare la situazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio, al capo del Dipartimento carceri del ministero (Dap) Stefano De Michele e al Garante dei detenuti di Torino.