«Dopo più di due settimane non si può parlare di morte da botulino», precisa Fabrizio Anniballi - responsabile del Centro nazionale di riferimento per il botulismo all'Istituto Superiore di Sanità e ora incaricato come Consulente tecnico d'ufficio (Ctu) per gli accertamenti ai casi d'avvelenamento da tossina botulinica in Sardegna e in Calabria - sul decesso di Valeria Sollai, avvenuto stamattina dopo settimane di ricovero al Policlinico di Monserrato. La donna, 62 anni, aveva partecipato e consumato a fine luglio cibo a base di guacamole alla Fiesta Latina di Monserrato, a pochi chilometri da Cagliari. Come lei, anche Roberta Pitzalis, morta lo scorso 8 agosto.