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La settimana scorsa il prezzo delle azioni di Crocs, l’azienda statunitense che produce i famosissimi zoccoli in resina forati, è diminuito del 30 per cento. È successo dopo la pubblicazione dei risultati finanziari dell’ultimo trimestre, secondo cui le vendite negli Stati Uniti sono diminuite del 6,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Crocs ha inoltre dichiarato che prevede per il terzo trimestre un’ulteriore diminuzione dei ricavi, tra il 9 e l’11 per cento.
Negli ultimi cinque anni Crocs era andata particolarmente bene soprattutto grazie alla pandemia: nel marzo del 2020 l’azienda era stata tra le poche del settore a registrare un aumento dei ricavi e in generale, durante il lockdown e dopo, la richiesta di abbigliamento e calzature comode era cresciuta. A questo si era aggiunta una strategia di comunicazione molto efficace, basata su collaborazioni con celebrità del cinema e della musica e sul lancio continuo di modelli nuovi.
L’amministratore delegato di Crocs, Andrew Rees, ha spiegato che il motivo principale del calo dei ricavi dell’azienda è che oggi i consumatori statunitensi vanno meno nei negozi e sono più cauti negli acquisti. È una tendenza notata da molte altre aziende americane, che è causata principalmente dall’economia instabile del paese: i consumatori stanno subendo l’aumento dei prezzi causati dai dazi commerciali imposti e revocati a più riprese dall’amministrazione di Donald Trump, e per questo comprano e spendono meno.












