PADOVA - Continua a far discutere la moschea in via Turazza, a Padova. Sul tema è intervenuta anche l'europarlamentare Anna Maria Cisint, già sindaca di Monfalcone nota per le sue posizioni per così dire diffidenti nei confronti della religione islamica. Cisint ha inviato una diffida al primo cittadino Sergio Giordani per spingerlo a occuparsi della situazione.

Il luogo di culto è nato nel novembre del 2012 per volontà dell’associazione culturale "Al-Hikmah" (La saggezza) all’interno di una ex galleria d’arte. Ben presto sono iniziati i problemi di convivenza perché le preghiere (che si svolgono 5 volte al giorno) vengono fatte risuonare con l'altoparlante e di notte i residenti della zona lamentano di non poter dormire.La diffida «Se non verrà chiuso immediatamente il centro islamico, adiremo le vie giurisdizionali - afferma Cisint - Da oltre dieci anni i residenti del quartiere Stanga vivono un dramma quotidiano: minacce, insulti, sguardi inquietanti rivolti alle figlie minorenni, notti insonni. Tutto questo avviene perché centinaia di persone si riversano nell’immobile di via Turazza che ha una destinazione d’uso non idonea al culto, come il Comune stesso ha ammesso dopo il nostro accesso civico. Con l’atto formale notificato questa mattina, diffidiamo il sindaco ad agire immediatamente per il ripristino della destinazione d’uso commerciale dell’immobile e disponga la chiusura della moschea irregolare. In difetto, non esiteremo a rivolgerci alle autorità competenti, fino al portare il Sindaco davanti al giudice». «Senza un’intesa con lo Stato, tutte le moschee sono potenzialmente irregolari e andrebbero messe al bando - prosegue - Noi abbiamo dimostrato, a Monfalcone, che i sindaci possono e devono intervenire anche dal punto di vista degli strumenti urbanistici che hanno per tutelare la legalità e la sicurezza dei cittadini fino alla chiusura e, se necessario, alla requisizione dell’immobile. Questo ultimatum è rivolto a Giordani – e arriva da me non solo come europarlamentare, ma come semplice cittadina. Lo strumento dell’accesso civico e della diffida, che oggi abbiamo utilizzato, è a disposizione di ogni cittadino che intenda far rispettare le regole e tutelare i nostri valori. Ma l’arma di chiunque pretenda legalità. Lo porterò in ogni Comune dove le amministrazioni di sinistra, come a Padova, in nome di un’ideologia, si girano dall’altra parte. State all’erta: stiamo arrivando».