Matteo Ricci, che è stato un ottimo sindaco di Pesaro, è il candidato della Sinistra alle prossime elezioni regionali delle Marche. Antonio Decaro, che è stato un ottimo sindaco di Bari, lo potrebbe ancora essere per l’appuntamento elettorale pugliese. Alle vicende della sua terra e alle relazioni con la coppia Emiliano-Vendola del resto sta dedicando grandi attenzioni. Il successo di entrambi alle ultime elezioni europee, soltanto un anno fa, insieme a quello di Dario Nardella e di Giorgio Gori, ex primi cittadini rispettivamente di Firenze e di Bergamo, venne salutato come la vittoria politica di un modello amministrativo che non avrebbe mancato di propagare i propri effetti positivi in Europa. Serietà e dedizione. Dossier complessi, partite decisive per il futuro del proprio Paese.
Decaro fu il più votato del Pd con quasi mezzo milione di preferenze. Ricci ne ebbe più di 106 mila. Tutti questi votanti, ai quali si promise un impegno costante per tutta la legislatura - a differenza delle candidature di bandiera di tanti leader di partito soprattutto della maggioranza - avrebbero bisogno di qualche spiegazione sincera. Perché andarsene dopo un anno vuol dire che il seggio europeo è una sorta di nobile parcheggio a Strasburgo in attesa di occasioni migliori. Colpisce che sembrino considerarlo di più la sinistra riformista e il cosiddetto campo largo - vista la probabile candidatura in Calabria di Pasquale Tridico, dei Cinquestelle - di un centrodestra sovranista, quotidianamente percorso da fremiti anti europei.







