Non chiamateli provinciali e soprattutto non parlategli dei francesi: che siano angioini o napoleonici cambia poco. Lucera, fino al 1806, era capoluogo di provincia: poi, ci pensò Giuseppe Bonaparte, il fratello «italiano» dell’Imperatore a spodestare il capoluogo della Daunia e della Capitanata, distribuendolo tra le città di Foggia e Campobasso. Saranno passati pure più di duecento anni dallo «scippo», ma l’immenso orgoglio lucerino si avverte ancora oggi ascoltando il racconto di Simone de Troia, il nostro Virgilio tra le strade di Lucera, la città foggiana nominata «Capitale Cultura Puglia 2025». Finora non sono mancati alcuni dei più grandi artisti a festeggiarla (Max Gazzè, Nek e The Kolors), né sono mancate le celebrazioni tipiche, come la «Settimana medievale», dove, dall’8 al 14 agosto scorsi, è stato rievocato l’assedio angioino alla città di Lucera (ecco perché da queste parti è meglio uno Svevo alla porta che un francese sotto casa: naturalmente, si scherza con la Storia).
Lucera, capitale della cultura pugliese 2025, accende una fine estate di arte, teatro e festival
La città del Foggiano entra nel periodo più caldo delle manifestazioni che festeggiano la nomina. È l'occasione giusta per scoprirne il ricco patrimonio






