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L'addio al conduttore è degno di un Capo di Stato. E la cosa in fondo non sorprende

E del resto, a chi altri dovrebbe inchinarsi l'Italia, se non al Pippo nazionale, nazionalpopolare nel senso migliore (dicono tutti, oggi, ma qualcuno potrebbe ricordare anche quel senso peggiore - secondo alcuni - che è stato obliato, lavato via dalla morte che resuscita alla virtù anche i nemici), il re della televisione di Stato il che ha significato, per qualche decina di anni, l'unica televisione, colui che è stato un maestro per tutti, come ogni altra pedina di quel mondo piccolo e grande dello spettacolo gli ha riconosciuto in questi giorni, il conduttore perfettamente vestito, dai modi impeccabili, sempre al centro, sempre nella posizione giusta, mai appariscente, mai troppo, eppure mai niente, pronto a tirare fuori gli artigli, seppure democristianamente, ma pur sempre artigli, nel momento del bisogno...

E infatti, l'Italia tutta si inchina a Pippo Baudo: un Paese raccolto nella camera ardente allestita al «suo» Teatro delle Vittorie (nome azzeccatissimo nel suo caso, in quanto arena testimone di una carriera senza pari) a Roma, padrona di casa mamma Rai. E, dalle 10 di ieri mattina, è stata una sfilata ininterrotta, un omaggio commosso, sincero, pieno di pianti e anche di sorrisi; perfino con qualche battuta, come quelle di Lino Banfi («Scherzavamo sulle 4 B del '36: Banfi, Bergoglio, Berlusconi e Baudo. Ahimé sono rimasto solo io...») che propone di intitolargli il Teatro delle Vittorie e di Fiorello («A viale Mazzini dovrebbero mettere la sua statua, dove sta quella del cavallo») che abbraccia con affetto la figlia di Baudo, Tiziana. E tutti, davvero tutti, vanno da lei a stringerle la mano, a salutarla, a cercare di esprimerle quello che la penisola intera attraversa in questo momento, triste per la perdita di uno dei suoi simboli. Non a caso la bara è circondata dai fiori mandati dal Presidente Mattarella, dal governo, dalla Camera, dal Senato, dal Comune di Roma, dalla Rai e anche da un picchetto di carabinieri in alta uniforme.