«Abbiamo tanti prodotti utilizzabili in medicina estetica e generalmente possiamo dire che una parte di questi prodotti non vanno esposti a fonti di calore e/o a contaminanti». Il professor Stefano Gentileschi, direttore della Chirurgia plastica e ricostruttiva del Policlinico Agostino Gemelli traccia quelli che possono essere i rischi per la salute laddove un paziente si sottoponga a un trattamento estetico con prodotti mal conservati o di dubbia provenienza.
Professor Gentileschi, all'aeroporto di Fiumicino fino a oggi sono stati sequestrati centinaia di prodotti a uso estetico in violazioni alle vigenti leggi sanitarie. Molti i casi in cui non è stata mantenuta correttamente, ad esempio, la catena del freddo. Quali rischi può comportare usare prodotti alterati?
«I rischi possono essere maggiori per la catena del freddo, in medicina estetica ci sono alcuni prodotti di tossina botulinica che vanno mantenuti al freddo. Essendo una materia a base proteica, dunque una proteina, laddove non fosse mantenuta refrigerata si inattiverebbe».
Sostanzialmente non svilupperebbe alcun risultato nel paziente?
«Generalmente si verifica un'inattivazione della molecola. Diverso è se esponiamo il prodotto a fonti di calore. L'acido ialuronico ad esempio non deve essere esposto a determinate temperature perché si arriverebbe a una denaturazione del prodotto con una destabilizzazione chimica. E questo anche per i prodotti usati nella biostimolazione che sono a base vitaminica. Sono tutti prodotti termolabili che risentono del caldo e se esposti a fonti elevate perdono l'effetto. Un po' come quando si cucinano le verdure».








